Alla Gran Fondo Tre Valli Varesine hanno partecipato ben 3.500 appassionati da tutta Europa.

È stato davvero un grande successo la nona edizione della Gran Fondo Tre Valli Varesine. La prova lombarda ha totalizzato ben 3.500 partecipanti alla manifestazione agonistica della domenica. Soliti due tracciati di 126 e 101 chilometri, con partenze per categorie di età. L’evento, infatti, era valido per il Prestigio, per lo Specialized Gran Fondo Series e per l’Uci GF World Series (come qualificazione al prossimo mondiale). Tanti anche gli eventi collaterali, tra cui la gravel del sabato e la StraWoman, partita domenica dopo i ciclisti.

Riviviamo il week-end di Varese con undici scatti inediti. Buon divertimento!

Si comincia con la cronometro del sabato


Tantissimi i partecipanti anche alla consueta cronometro del sabato pomeriggio, valida per l’UCI GF World Series. Partenza dall’Ippodromo di Varese e tracciato di 22 chilometri, molto impegnativo.

Race Village super, ai Giardini Estensi


Il villaggio della Gran Fondo Tre Valli Varesine è situato all’interno dei Giardini Estensi di Varese. Una delle location più belle viste quest’anno in tutte le prove del Prestigio.

Nel pacco gara c’era la maglia Gobik


Pacco gara davvero super per la nona edizione della Gran Fondo. In regalo c’era la maglia personalizzata, fornita da Gobik, un gadget Vision (buff oppure cappellino), integratori e tanti altri prodotti degli sponsor.

La prima difficoltà del tracciato è l’Alpe Tedesco


La prima vera salita della corsa era l’Alpe Tedesco (in foto, uno dei primi tornanti). Il gruppo di testa l’ha affrontata a velocità folle e ranghi compatti. L’ascesa misurava 4,5 chilometri al 7 per cento di pendenza media.

Ma anche le discese erano super tecniche


Salite brevi, ma anche discese molto tecniche, rese ancor più insidiose dal vento della sera che ha fatto cadere i ricci delle castagne. Quella dell’Alpe Tedesco, nella prima parte (in foto), era stretta e tortuosa.

Si punta la seconda salita, quella di Ardena…


Dopo la discesa che portava verso il lago di Ceresio (lago di Lugano), iniziava la seconda salita, quella di Ardena. È una salita molto amata da Fabio Aru, ospite della Gran Fondo e ambassador Specialized, che abita proprio a Lugano.

La divisione dei tracciati a Bosco Valtravaglia


La divisione dei due tracciati di gara era posizionata nei pressi di Bosco Valtravaglia, in un settore di “mangia e bevi”, molto veloce. Nonostante l’ottima segnalazione, con tre cartelli nel chilometro precedente, in molti sono stati colti di sorpresa.

Col vento a favore sul Lago Maggiore


Passaggio molto veloce sulle rive del lago Maggiore. Qui siamo nei pressi di Porto Valtravaglia, quando il gruppo ha lasciato il lungolago ed è rientrato verso Varese risalendo in direzione di Roggiano.

Sul selciato di Roggiano, quasi come al Fiandre


Quello che vedete in foto è il caratteristico passaggio a Roggiano, sul selciato irregolare del borgo, che per questo assomiglia molto a un muro del Giro delle Fiandre. Era l’ultima salita impegnativa, prima del Brinzio, che per pendenze non ha impensierito il gruppo.

Sicurezza al top… e la volata sul rettilineo conclusivo!


Anche chi viaggiava nelle retrovie non ha resistito all’emozione della volata sul rettilineo di Via Sacco. Negli ultimi chilometri le moto hanno scortato i gruppi più numerosi, ma tutto il percorso era blindato per quattro ore alle auto. Le poche macchine che hanno forzato i blocchi sono state prontamente fermate dagli addetti ai lavori.